Tra le strategie per garantire la continuità dell’IT, il backup è la più tradizionale e diffusa, resa oggi più interessante dalla possibilità d’impiegare un servizio di backup in cloud. L’opzione del cloud per il backup non è soltanto innovativa, ma anche utile per ridurre complessità e costi in modo significativo. Imprese distribuite con processi sempre più digitali e data-driven possono assicurarsi in as-a-service con il cloud la disponibilità dei dati e la tutela degli ambienti business senza affrontare forti investimenti in conto capitale (CapEx) per creare e manutenere infrastrutture di backup e di supporto al disaster recovery. Un servizio di backup in cloud assolve inoltre gli oneri di protezione dei moderni ambienti IT distribuiti, facendo da abilitatore per nuovi business nei quali non è possibile dire ai clienti: “ci spiace, c’è un guasto, non siamo operativi”. Una risorsa a disposizione di uffici periferici, realtà della piccola e media azienda che nel passato non avrebbero potuto avere per sé e per i clienti le stesse tutele delle grandi aziende.

 

Come funziona un servizio di backup in cloud

Come per il backup tradizionale, i servizi di backup in cloud permettono di salvaguardare i dati a fronte dei possibili incidenti che producono danni fisici o logici (pensiamo anche al malware che mette fuori uso i sistemi critici) a singoli PC, server, storage fino all’intero sito dov’è collocato il data center. Per operare, i servizi di backup in cloud si avvalgono di risorse locali e remote per salvataggio e il ripristino dei dati e delle immagini di sistema utili alla ripartenza. Nel backup in cloud, i dati da salvaguardare vengono generalmente codificati e trasmessi a distanza attraverso connessioni di rete con il provider di servizi cloud, dove sono stoccati e salvaguardati secondo standard di sicurezza generalmente molto superiori a quelli ottenibili nei data center della piccola e media azienda.

 

Alcuni vantaggi chiave del backup in cloud

La qualità della rete e le strategie di copia/sincronizzazione rendono oggi possibile ottenere tempi di RTO (recovery time objective) e i RPO (recovery point objective) migliori rispetto a molti dei sistemi in uso. La possibilità di accedere in remoto da qualsiasi luogo permette di raccogliere dati da filiali, agenzie di vendita, utenti in smartworking, e poter effettuare il ripristino ovunque sia accessibile la rete. Immagini server virtuali e per software containerizzato secondo gli standard di mercato e open source permettono di effettuare le operazioni di restore non solo su server fisici ma anche su infrastrutture di cloud IaaS riuscendo a ripristinare più rapidamente i servizi in caso di disastro.

 

Le 5 caratteristiche per scegliere un servizio di backup in cloud efficace

Un servizio di backup in cloud deve poter salvaguardare i dati in concerto con esigenze e tempi del business, cosa che richiede cura nella pianificazione e nel disegno delle policy più efficaci.

Vediamo di seguito le caratteristiche più rilevanti del backup in cloud:

  1. L’uso di un servizio di backup in cloud non può prescindere dalla necessità di poter disporre della consulenza di esperti a cui affidare la configurazione dei servizi e, nel corso del tempo, le attività di monitoraggio, di aggiornamento e i test d’efficacia.
  2. Il backup deve proteggere tutti i sistemi in uso sia che si tratti di ambienti fisici sia virtuali, comprendendo le applicazioni che vi girano. Tra gli ambienti supportati non possono mancare Microsoft, VMware, Linux KVM e Nutanix oltre alle capacità che servono per gestire ripristini parziali delle singole applicazioni, a cominciare da quelle su piattaforme Oracle e SAP.
  3. Anche se può sembrare tautologico, il backup in cloud deve poter salvaguardare anche i dati prodotti dalle applicazioni Saas in cloud. È il caso, per esempio, della tutela degli ambienti di produttività Microsoft 365 (ex Office 365) oltre che di molte applicazioni HR e CRM in uso.
  4. Sul fronte dello storage in cloud non può mancare (4) la possibilità di scegliere la collocazione fisica dei dati per garantire la compliance GDPR e poter rispondere ai requisiti di settori critici (sanità, PA…) in tema di giurisdizione dei dati.
  5. Infine, trasparenza e flessibilità sui costi del servizio sono in genere calcolati in base ai GB/mese scambiati in rete e allo spazio-dati che il provider deve tenere a disposizione. In quest’ambito è apprezzabile la flessibilità contrattuale con cui andare incontro agli inevitabili cambiamenti nel corso del tempo.

 

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Topic: Cloud Business Continuity