I piani di backup e recovery dei dati aziendali giocano un ruolo sempre più decisivo nelle moderne organizzazioni digitali. Tuttavia, l’anello critico nelle strategie per la messa in sicurezza dei dati non sono le operazioni di copia e conservazione, quanto la capacità di ripristinare rapidamente le informazioni perdute o compromesse in caso di incidente.

 

L’importanza del dato e della business continuity

Nell’era della digitalizzazione, i dati sono il motore e l’asset più prezioso di qualsiasi impresa. Proteggerli significa infatti salvaguardare la competitività e la stessa sopravvivenza aziendale, garantendo la continuità dei processi decisionali e operativi, nonché la compliance normativa.

La business continuity rappresenta oggi un fattore imprescindibile per soddisfare un mercato sempre più esigente e tenere il passo con una concorrenza agguerrita. Qualsiasi interruzione di servizio non solo genera spese impreviste per il ripristino della normalità e determina una perdita di fatturato (ad esempio, l’indisponibilità di un e-shop impedisce all’utente di concludere una transazione), ma può compromettere la reputazione dell’impresa e ledere i processi di fidelizzazione dei clienti.

Inoltre, non avere accesso alle informazioni, anche se solo temporaneamente, significa rallentare le attività di decision making aziendali, che oggi si basano sempre di più sull’elaborazione dei big data e le applicazioni analitiche. Viene così compromessa la capacità dell’azienda di reagire e essere proattiva di fronte ai cambiamenti repentini del mercato.

 

RTO e RPO, fattori decisivi nelle strategie di backup dati aziendali

Come costruire una strategia efficace di backup dei dati aziendali che permetta la continuità operativa secondo le necessità del business?

Innanzitutto, bisogna capire qual è la tolleranza di ciascuna applicazione alle interruzioni di servizio e alla perdita dei dati, stimando due parametri fondamentali: RTO (Recovery Time Objective) e RPO (Recovery Point Objective).

L’RTO si riferisce alla soglia massima di tempo entro cui il blocco di un’applicazione non genera danni importanti per l’azienda (ad esempio, permette di calcolare per quante ore la posta elettronica aziendale possa rimanere ferma prima di compromettere le opportunità di business). L’RPO invece determina la perdita di dati ammissibile perché un’applicazione possa comunque continuare a svolgere la propria funzione; da qui viene calcolata la frequenza dei backup (ad esempio, sistemi critici che gestiscono transazioni finanziarie necessitano di un backup dei dati aziendali con tempi ravvicinati perché ogni informazione risulta fondamentale).

La comprensione di questi due parametri permette di tarare le strategie di backup perché siano realmente efficaci e allineate con le esigenze aziendali, garantendo un ripristino efficiente dei dati e la disponibilità delle applicazioni.

 

Come ridurre i tempi di recupero

Bisogna quindi chiedersi come accelerare i tempi di recovery dei dati perché soddisfino le necessità di business continuity aziendali.

La prima regola è scegliere le tecnologie di backup corrette, in base agli obiettivi di RTO prefissati. Ad esempio, per applicazioni che possono permettersi downtime prolungati, si possono utilizzare NAS dotati di dischi SATA, mentre se i dati devono poter essere recuperati in poche ore o addirittura minuti, ci si deve attrezzare con dispositivi dotati di dischi ad alta velocità connessi alla rete aziendale almeno ad 1Gb. Le opzioni di backup vanno decise in modo selettivo, a seconda della tipologia di dati e applicazioni, così da bilanciare velocità di copia e recupero con i budget aziendali.

Se applicazioni e dati sono mission-critical non è sufficiente realizzare una infrastruttura di backup efficiente, ma si dovrà completare l’investimento con una infrastruttura di disaster recovery che possa utilizzare al bisogno anche risorse in cloud. Fondamentale è quindi definire, all’interno di un piano organico, strutturato e aggiornato, l’insieme delle procedure per fronteggiare eventuali emergenze. Le strategie adottate dovrebbero essere testate per comprovarne l’efficacia e costantemente ritarate in base alle esperienze, in ottica di miglioramento continuo.

Da non sottovalutare infine il contributo di un partner esperto e referenziato in materia di backup e ripristino, che può non solo offrire le giuste tecnologie, ma anche guidare l’azienda nell’impostazione delle strategie corrette. Partendo dall’assessment, il fornitore aiuta nella definizione degli obiettivi di RTO e RPO, nel disegno di sistemi di backup eterogenei e integrati (ad esempio, consigliando il giusto mix di soluzioni on-premise e in cloud), nella definizione delle procedure di ripristino. Le aziende possono quindi contare su competenze che spesso non hanno in casa, andando a costruire sistemi e piani di business continuity e disaster recovery realmente efficaci.

 

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Topic: Business Continuity Disaster Recovery