L’archiviazione su SSD dei dati viene spesso presa in considerazione soprattutto per le alte prestazioni. Le preoccupazioni circa l’affidabilità dell’SSD, a lungo considerata il suo punto debole, sono infatti superate. E i dati di mercato parlano di una crescita che non accenna a fermarsi: crescerà a un ritmo annuale del 10,2% fino al 2030, quando varrà oltre 46 miliardi di dollari, secondo Allied Market Research.

 

Soluzioni di storage SSD livello enterprise: il dibattito prestazioni vs affidabilità

Il dibattito sull’archiviazione dei dati a stato solido si concentra principalmente sulle prestazioni ed è perfettamente comprensibile: così come cresce la domanda nel settore IT, allo stesso modo aumentano di pari passo anche le esigenze in termini di prestazioni.

L’interesse per lo storage a stato solido è cresciuto a prescindere dalla forma, che si parli di array all-flash, array ibridi o altri sistemi SSD. Oltre a evidenti benefici in termini di velocità di scrittura e lettura del dato, consumo di energia e silenziosità, possono esserci anche vantaggi per quanto attiene all’affidabilità dei dati.

Sembra logico, infatti, che un minor numero di parti in movimento si traduca in una riduzione dei rischi in termini di affidabilità (e una rapida occhiata alle schede tecniche e statistiche per confrontare il tempo medio tra i guasti per SSD e Hard Disk Drive, o HDD, non mostra grandi differenze).

 

Il trade-off tra prezzo e resistenza negli storage SSD

Un altro importante elemento da considerare è il trade-off tra prezzo e resistenza. Il fatto che le organizzazioni si stiano muovendo verso l’archiviazione dei dati allo stato solido per via dei livelli di affidabilità più elevati può essere ancora più significativo se si considera che il settore è attualmente impegnato a far scendere il prezzo dell’SSD, implementando configurazioni che talvolta ne riducono la resistenza per realizzare determinati livelli di saving.

Queste implementazioni variano infatti dalle più resistenti tecnologie SLC flash a quelle MLC o TLC; quindi, il costo relativo di memorizzazione dei dati si riduce nel momento in cui aumenta la densità di memorizzazione di una singola cella. Ovviamente, se il livello di densità aumenta, la quantità di cicli di scrittura e cancellazione che una singola cella può sopportare diminuisce.

 

Tempi di recovery, surriscaldamento, crash: altri vantaggi dell’archiviazione SSD

Un altro elemento rilevante è che quando i processi di archiviazione su SSD o HDD non riescono, i dati devono essere ricreati in un luogo separato. In questo caso, le prestazioni dello storage allo stato solido accelerano notevolmente il processo di recovery; quindi, anche nei casi in cui l’archiviazione dei dati a stato solido e su dischi rigidi presentino gli stessi tassi di fallimento, la quantità di tempo di inattività sarà notevolmente ridotto con l’SSD.

Inoltre, i dischi rigidi sono sensibili a una serie di problemi meccanici imprevedibili, come graffi o crash, in aggiunta ai guasti dovuti al surriscaldamento e alla polvere. Lo storage allo stato solido invece non è esposto a guasti meccanici e può sopravvivere a temperature più alte.

 

Storage aziendale: come cambiano le priorità

I sistemi di archiviazione SSD per lo storage aziendale sono stati pensati a partire dalle esigenze delle imprese, che usano i dischi SSD per applicazioni come Big Data, all’interno di server che non solo devono sopportare dei picchi di lavoro, ma devono anche sostenere per lungo tempo tali picchi di carico: la differenza con un SSD di tipo client – quello che si può trovare integrato in un moderno notebook, per esempio – è netta.

Per esempio, gli SSD per lo storage aziendale devono rispettare dei requisiti più stringenti in termini di errori irrecuperabili sul totale dei dati processati: un SSD per lo storage aziendale, in tal senso, è dieci volte più performante rispetto a un SSD client e ci può attendere un bit di errore ogni 10 quadrilioni di bit (circa 1,11 PetaByte) elaborati.

Gli SSD destinati allo storage aziendale possiedono altre caratteristiche, fra cui:

  • la capacità di mantenere alte prestazioni (in scrittura e in lettura) 24/7;
  • resistono in condizioni di temperatura più elevate rispetto agli SSD convenzionali;
  • le prestazioni e i picchi di lavoro sono costanti per lunghi periodi di tempo.

Come scegliere la migliore soluzione per lo storage di dati

Assicurarsi di aver scelto la miglior soluzione per lo storage dei dati passa da alcune valutazione di merito che non possono prescindere all’esigenza specifica dell’azione e dell’applicazione per cui viene richiesta l’archiviazione SSD. Oggi il mercato gli SSD di livello enterprise è molto ricco: ci sono opzioni per tutti, il che significa anche che è più facile commettere alcune leggerezze in fase di scelta.

Per esempio, verrebbe automatico pensare che l’SSD più performante sia automatico la scelta migliore; ma tanto dipende dall’esigenza dell’impresa: il rischio, infatti, è di pagare molto un componente hardware le cui prestazioni eccedono il carico di lavoro richiesto. Perciò, è importante considerare di cosa ha bisogno l’azienda:

  • serve un SSD con elevata capacità?
  • quali sono i margini di prestazioni che lo specifico carico di lavoro prevede?
  • qual è la latenza minima sotto la quale l’azienda non può prendere in considerazione un SSD?
  • se l’SSD è legato a un applicativo che gestisce dati critici per il core business dell’impresa, quali sono le sue capacità in termini di disaster recovery?

Archiviazione dei dati: cosa tenere a mente

È chiaro, quindi, che quando si parla di archiviazione dei dati e archiviazione SSD non esiste una soluzione unica per tutte le aziende. Ogni situazione prevede una risposta differente e tanto a che vedere sia con il settore in cui opera l’impresa sia i dati che intende archiviazione: sono strutturati o non strutturati?

Inoltre, una realtà operante nel settore finanziario o in quello sanitario dovrà rispettare delle condizioni di compliance e regolamentazione più rigide in virtù della sensibilità delle informazioni che deve conservare. Allo stesso tempo, le imprese devono tenere a mente che è importante scegliere la soluzione per l’archiviazione SSD sulla base dei dati che devono essere gestiti (e la velocità con cui l’azienda vuole accedervi o vuole recuperarli in caso di un incidente informatico, per esempio): viceversa il rischio è di non soddisfare le esigenze dei dati e non di aver raggiunto il risultato auspicato.

Infine, il prezzo iniziale dell’implementazione di una soluzione di archiviazione SSD è solo una parte della storia: la vera spesa per l’azienda dipenderà dall’operatività quotidiana negli anni successivi. Ciò implica che, al di là di scontate considerazioni su economie di scala e contrattazioni con i venditori in fase di acquisto, sarà necessario tenere da conto anche l’assistenza tecnica, i consumi e la frequenza di aggiornamento dell’hardware: sono tutti elementi che incidono il Total Cost of Ownership (TCO).

Monitoraggio delle infrastrutture, scopri quali soluzioni adottare. Clicca qui e scarica il White paper:

 

Topic: Data Storage