Per una buona Business Continuity è fondamentale un Disaster Recovery plan efficace e basato su un solido e sicuro backup storage. In caso di failure dei sistemi, di attacco informatico o ogni altro problema all’infrastruttura delle organizzazioni un buon piano di backup è il primo tassello di un più complesso mosaico di azioni.

Con le operazioni di backup si tende a creare una copia il più recente possibile dei dati aziendali, dati e informazioni che di fatto rappresentano sempre più il vero valore delle organizzazioni. Da questa copia dei dati si ripartirà per ristabilire una condizione di normalità ripristinando sistemi e dati su server, virtual machine e singoli endpoint.

 

Backup storage integrale e rapido

La modalità con cui viene effettuato e conservato il backup storage è quindi fondamentale per la buona riuscita di un disaster recovery. I tutto dovrà essere orientato alla sicurezza e al tempo stesso alla velocità, infatti, il primo presupposto di sicurezza è necessario per garantire l’integrità dei dati mentre quello della velocità è strategico al fine di garantire tempi di risposta il più rapidi possibili a una condizione di crisi.

GDPR e backup storage

Ci sono poi aspetti strategici e normativi che coinvolgono le problematiche di backup storage: la conservazione di dati strategici al di fuori del perimetro aziendale merita ovviamente le giuste riflessioni, e altrettanto è necessario nella gestione di dati in ottemperanza del GDPR.

 

Backup storage on-premise,in cloud o ibrido

Alle organizzazioni si prefigura quindi uno scenario di opzioni piuttosto ampio e diversificato che però possiamo riassumere in tre categorie: backup storage on-premise, backup storage ibrido e backup storage in cloud. Le varie tipologie hanno intrinsechi pregi e difetti che vanno ponderati nella scelta: un backup storage in cloud offre il vantaggio alle organizzazioni di mantenere un elevato controllo sui costi, delegando però aspetti strategici come la sicurezza al provider del servizio. Una soluzione on-premise consente un maggior controllo sui dati ma al tempo stesso richiede competenze interne all’organizzazione e investimenti elevati per realizzare l’infrastruttura. Una condizione di equilibrio è rappresentata da un backup storage ibrido, con risorse basate in parte on-premise e in parte in cloud. Quest’ultima opzione richiede comunque un livello infrastrutturale e di competenze – con i relativi investimenti necessari – non certo minimali.

I vantaggi del backup storage in cloud

La scelta di un backup storage in cloud presenta indiscutibili vantaggi di ordine economico, e anche sul fronte della sicurezza vi sono dati incoraggianti. Infatti, i provider di questi servizi hanno la possibilità di effettuare investimenti ben superiori a quanto potrebbe fare la singola organizzazione: di fatto per il fornitore si tratta del proprio core business; a ciò si aggiunge la possibilità di utilizzare soluzioni di AI applicata ai big-data al fine di fronteggiare eventuali minacce per la sicurezza (Microsoft – Febbraio 2020).

Nuove esigenze di backup storage nell’emergente scenario di remote working diffuso 

Con l’incremento del numero di collaboratori in remote working anche le strategie di backup storage meritano di essere riviste. In uno scenario di remote working le risorse hardware utilizzate dai collaboratori sono geograficamente esterne al perimetro dell’organizzazione, sono quindi esposte a potenziali rischi e vulnerabilità che necessitano opportune soluzioni per la loro protezione. In uno scenario simile la conservazione dei dati in cloud potrebbe essere una scelta interessante: i dispositivi in remote working di fatto non conservano dati in locale, fanno invece ampio uso di tecnologie in cloud per l’accesso ai dati e la successiva memorizzazione. In queste condizioni anche la strategia di backup storage risulta più efficacie: questa strategia, infatti, si occupa marginalmente dei dispositivi usati dai collaboratori, mentre può focalizzarsi sull’infrastruttura cloud in cui vengono memorizzati i dati. Un ampio numero di collaboratori può fare quindi riferimento a un unico servizio cloud, servizio sul quale potranno concentrarsi anche gli investimenti finalizzati a mettere in atto un valido backup storage. 

 

Backup storage in cloud al servizio del Disaster Recovery plan

L’utilizzo di una soluzione di backup storage in cloud rende anche più rapido e accessibile il processo di Disaster Recovery, nel cui ambito è possibile pianificare una serie di operazioni strategiche e preconfigurabili. In caso di problemi, i dati contenuti nel backup storage potrebbero essere resi disponibili attraverso istanze virtuali gestite anch’esse in cloud, con la possibilità eventuale di predisporre già tali virtual machine in anticipo. In questo modo nel momento del bisogno si avrà già un’infrastruttura virtuale disponibili e preconfigurate.

In termini di velocità il fatto che il backup storage risieda geograficamente nel medesimo site in cui verranno avviate le virtual machine previste nel disaster recovery plan è un ulteriore vantaggio.

Il ruolo del backup storage

Si tratta quindi di inquadrare il processo di backup storage come elemento di una più ampia strategia di conservazione e protezione dei dati, nella quale per le organizzazioni c’è la necessità di individuare partner affidabili e in grado di gestirne i molteplici aspetti. Un buon partner sarà anche in grado di mettere a disposizione delle organizzazioni competenze e strumenti altrimenti inaccessibili per motivi di budget, e con costi predefiniti.

 

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Topic: Data Storage Business Continuity Disaster Recovery